Monastero di San Benedetto

Cappella della Madonna

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La Cappella della Madonna, risultato costruttivo di un rifacimento del XIV secolo, è situata sotto la Cappella di San Gregorio.

La sua ampia apertura immette nella Scala Santa. Nonostante l'irregolarità delle pareti, che seguono l'andamento della roccia, fu interamente affrescata dal Maestro trecentesco del Sacro Speco, dal suo Collaboratore e dagli Aiuti, tanto bene da coinvolgere lo spettatore nei fatti rappresentati. Nella vela di volta è dipinta "l'Annunciazione" e nel prospetto sottostante la "Natività" e "l'Adorazione dei Magi"; se si ruota di 180 gradi, nella vela opposta si vede la "Presentazione al Tempio" e nei sottarchi della volta d'ingresso la "Strage degli Innocenti" e la "Fuga in Egitto". "L'Annunciazione" è raffigurata dentro un'edicola triabsidata, che, inserita tra i costoloni della crociera, dà l'impressione di una finestra ogivale, la cui profondità è accentuata dal cielo stellato.

L'ampio seggio ligneo, ornato e traforato, è in asse con la Vergine, ma non è da ogni parte visibile; come le absidi, evidenti solo a chi le guarda da destra, in una prospettiva dinamica e rotatoria imposta dalla struttura stessa della Cappella. Nella parete ogivale sottostante, dall'oculo incorniciato, parte in verticale una linea immaginaria che divide la scena della "Natività" da quella dell' "Adorazione dei Magi", ben visibili entrambe soprattutto da chi sta a sinistra. Nella prima, una sottile tettoia lignea sostituisce la grotta-montagna di tradizione bizantina, mentre il bue e l'asinello sono piccoli e quasi lontani; San Giuseppe, pensoso, siede vicino alla Vergine, ben modellato nel corpo, nonostante lo spazio ristretto; l'angelo e i pastori occupano spazi che ne lasciano presagire altri più ampi: il piccolo Gesù si impone non solo perché è al centro della scena, ma perché un fascio radioso lo investe.

Il Collaboratore del Maestro ha lasciato la sua impronta nell'Adorazione dei Magi, soprattutto nel Re inginocchiato, senza corona, nel bambino che gioca con i suoi capelli e negli altri due Magi, ben contenuti nell'ansa della roccia. La "Presentazione di Gesù al Tempio" è dipinta nella vela di volta, tra i costoloni ai quali perfettamente si adattata.

Nella "Strage degli Innocenti" l'uso di modelli convenzionali non contrasta con la descrizione, quasi recitativa, della morte inflitta dai soldati e con la disperazione delle madri, espressa in forme diverse. L'irregolarità della parete offre adeguato spazio alla "Fuga in Egitto", con tre figure separate da due alberi, secondo gli schemi del Maestro.

Da segnalare, inoltre, la scena della "Dormitio Mariae", alla quale, sul lato opposto corrisponde la "Crocifissione"; la scena dell' "Assunzione", alla quale corrisponde "Maria in trono" e la scena della "Madonna della Misericordia", alla quale corrisponde l' "Incoronazione": testimonianza del culto mariano vivo nel Trecento. Nella volta di accesso alla Cappella sono presenti in medaglioni mistilinei "San Giovanni Battista", "San Lorenzo", "Santo Stefano" ed altri Santi, nonché i busti dei Profeti, secondo l'uso dei pittori umbri di quegli anni.